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Castelli in Trentino: leggende e misteri per Halloween

Castello del Buonconsiglio a Trento

Ottobre è il mese perfetto per scoprire le leggende più oscure che aleggiano sui manieri del Trentino. Non ci lasciamo mancare niente: abbiamo storie di amori tragici, maledizioni secolari e presenze inspiegabili che ancora oggi fanno rabbrividire i visitatori più coraggiosi. Preparati a immergerti in un viaggio da brividi tra i castelli più misteriosi del Trentino, dove la storia si fonde con il soprannaturale.

Castello del Buonconsiglio: il sabba delle streghe di Trento

Questa è una chicca, perché non tutti sanno che il Castello del Buonconsiglio… ha cambiato nome. Quando ammiri il maestoso castello simbolo di Trento, probabilmente non immagini che nasconda un passato molto più oscuro di quanto non appaia. In epoche remote, questo imponente maniero era conosciuto con un nome sinistro: Castello del Malconsiglio.

Il nome Castello del Malconsiglio non nasceva dall’idea di “consigli cattivi” in senso morale, bensì derivava dal toponimo antico Malconsey, poi italianizzato, che indicava il colle sopra cui sorge la costruzione. Nel corso del Trecento, la denominazione fu abbandonata a favore di un nome più positivo e solenne. Nasce così il Castello del Buonconsiglio, con riferimento alla funzione di sede del Consiglio del principato vescovile.

Ma si parlava di sabba, no? La tradizione popolare narra che nel passato, specialmente nella zona della Torre d’Augusto e sulle pendici del colle, si radunassero streghe provenienti dalle valli circostanti per celebrare sabba, danze oscure e riti diabolici. Queste donne sarebbero arrivate volando a Trento nelle notti di luna piena, scatenando tempeste e alluvioni sulla città. Le fonti popolari sottolineano che i fenomeni atmosferici improvvisi, i rumori inspiegabili e certe disgrazie erano spesso attribuiti alla presenza di queste streghe. Durante il Concilio di Trento (XVI secolo), secondo il racconto, i principi vescovi e i prelati riuscirono a scacciare queste streghe dal castello, relegandole nella Val Genova oppure rinchiudendole nei cunicoli minerari del Monte Calisio, noti come canòpe.

Ma il castello non fu mai più lo stesso. Se ti trovi nei dintorni del Castello del Buonconsiglio in una notte tempestosa, ascolta attentamente: c’è chi giura che dal maniero provengano ancora lamenti e grida agghiaccianti. E c’è un’altra presenza che potresti incontrare: lo spirito di una giovane donna vestita di bianco, vista più volte lavare incessantemente i panni nella fontana del cortile. Chi fosse questa figura spettrale e perché sia condannata a ripetere quel gesto per l’eternità, nessuno lo sa con certezza. Se ti avvicini alla fontana, osserva con attenzione. E facci sapere se la vedi!

Castel Caldes e gli affreschi dipinti dalle lacrime

fotografia aerea di Castel Caldes circondato dal verde

Nella misteriosa Val di Sole sorge Castel Caldes, custode di una delle leggende più struggenti del Trentino. Se varchi le sue possenti mura, puoi ripercorrere il tragico destino di Olinda, giovane fanciulla dal cuore ribelle. Immagina di essere qui secoli fa: il padre Rodemondo, signore del castello, aveva deciso che sua figlia avrebbe sposato un nobile che lei non amava. Il cuore di Olinda batteva per Arunte, il menestrello di corte dalla voce incantevole.

Quando il padre scoprì l’amore proibito, la sua furia fu terribile. Olinda venne imprigionata nella torre più alta, mentre Arunte fu condannato a morte. Durante la sua prigionia, la giovane trovò conforto solo nei pennelli, dipingendo sulle pareti della sua cella splendidi affreschi che ancora oggi puoi ammirare. Ma quando le giunse notizia della morte del suo amato, il dolore la consumò fino a spegnerla. Da quella notte lontana, se visiti il castello potresti percepire una presenza femminile aggirarsi nelle stanze, specialmente vicino agli affreschi dipinti da Olinda. Alcuni visitatori giurano di aver udito un pianto sommesso provenire dalla torre; altri hanno visto ombre bianche muoversi nei corridoi al crepuscolo. Presta attenzione mentre cammini tra queste mura: forse lo spirito di Olinda, eternamente condannata a vagare in quella che fu la sua prigione, sta ancora cercando il suo menestrello.

Romeo e Giulietta della Val di Non a Castel Nanno

veduta di castel nanno in Val di Non
Castel Nanno veglia sulla dolce vallata

Quando raggiungi la Val di Non, non lontano da Trento Alta, ti imbatti in Castel Nanno, teatro di una storia d’amore così tragica da rivaleggiare con quella dei celebri amanti veronesi. Ti raccontiamo la leggenda di Melisenda e Ludovico, due giovani il cui unico crimine fu amarsi contro il volere delle loro famiglie.

Melisenda, figlia del signore di Castel Nanno, e Ludovico, erede di Castel Sporo (Spaur), appartenevano a casate rivali che si odiavano da generazioni. Eppure, quando i loro sguardi si incrociarono durante una festa, fu amore a prima vista. Sapendo che il loro sentimento sarebbe stato avversato, i due giovani iniziarono a incontrarsi in segreto, scambiandosi promesse d’amore eterno sotto le stelle della Val di Non.

Ma il destino fu crudele. Una sera di maggio, il padre di Melisenda li sorprese insieme e, accecato dall’ira e dall’orgoglio ferito, decise una punizione atroce. Ordinò che i due amanti fossero murati vivi in due nicchie separate all’interno delle mura del castello, così vicini eppure impossibilitati a toccarsi, condannati a morire lentamente nel buio e nella solitudine.

Se sei nei dintorni del castello durante le notti di maggio, quando fioriscono i meli della valle, presta attenzione: potresti ancora udire i lamenti strazianti di Melisenda e Ludovico che echeggiano tra le mura. I loro spiriti, mai pacificati, continuano a cercarsi nell’oscurità, ripetendo per l’eternità quegli ultimi istanti di terrore e disperazione. Chissà in autunno! Nel dubbio, ascolta il silenzio della notte: forse sentirai il loro richiamo.

Castel Drena e il tesoro del demonio

veduta di castel drena
Foto di Prugnola, 2022. Castel Drena.

Quando sali sulle aspre rupi che dominano la Valle del Sarca, ti trovi di fronte a Castel Drena, fortezza medievale costruita nel XII secolo in una posizione tanto strategica quanto spettacolare. Le sue mura hanno visto innumerevoli battaglie, tradimenti e assedi, ma la leggenda più inquietante per la nostra carrellata di leggende di Halloween riguarda ciò che giace nascosto nelle sue segrete.

I signori di Castel Drena avevano accumulato un tesoro di inestimabile valore: ori, gioielli, reliquie sacre e manufatti antichi custoditi nelle profondità del castello. Quando nemici implacabili assediarono la fortezza, i castellani furono costretti alla fuga precipitosa, abbandonando tutto ciò che possedevano.

Ma chi rimase a guardia delle ricchezze abbandonate? La scelta ricadde sul custode più affidabile che si potesse trovare: il diavolo in persona! Gli ultimi difensori del castello, pur di non permettere al nemico di impossessarsi del tesoro, evocarono un demone e gli affidarono il compito di proteggere le ricchezze per l’eternità.

Da quel giorno, si dice che chiunque si sia avventurato nei sotterranei del castello alla ricerca del tesoro, non sia più tornato. Se ascolti i racconti dei locali, sentirai parlare di urla terrificanti provenienti dalle profondità della roccia, di presenze maligne che respingono gli intrusi e di un odore di zolfo che permea i corridoi sotterranei. Il tesoro giace ancora lì, sotto la rupe, ma rifletti bene prima di cercarlo: vorresti davvero incontrare il suo guardiano infernale?

Castel Beseno, il Cavaliere nero e l’Uomo in rosso

castel beseno foto a. ceolan arc foto castello buonconsiglio
Foto di A. Ceolan, Archivio Fotografico Castello del Buonconsiglio

Castel Beseno, il più grande complesso fortificato del Trentino, veglia con la sua maestosità sulla collina tra Trento e Rovereto. Ma sappi che la sua imponenza non è soltanto architettonica: il castello è avvolto da un’aura di mistero alimentata da secoli di leggende che si intrecciano tra le sue antiche pietre.

La figura più terrificante che potresti incontrare è quella del Cavaliere Nero, un tirannico signore che governò su Besenello con pugno di ferro. Immagina un uomo che imponeva tasse insopportabili ai contadini, ordinava torture per i suoi nemici e seminava terrore in tutta la valle. La sua crudeltà era tale che quando finalmente morì, nessuno osò piangerne la scomparsa.

La morte non pose fine al suo regno di terrore, però: si dice che lo spirito del Cavaliere Nero, impossibilitato a trovare pace per i crimini commessi in vita, continui a cavalcare nei pressi del castello nelle notti senza luna. Se ti trovi qui in quelle notti, potresti udire il galoppo del suo destriero fantasma echeggiare sulla collina, e se hai la sventura di incrociarne il cammino, un terrore paralizzante ti assalirà.

Altrettanto inquietante è l’apparizione dell’Uomo in Rosso, una figura spettrale che si manifesta ai visitatori solitari, specialmente quando il sole tramonta. Quando il crepuscolo avvolge le torri, improvvisamente una figura avvolta in un mantello scarlatto appare davanti a te, fissandoti con occhi penetranti prima di svanire nel nulla. Chi fosse in vita questo personaggio e cosa lo leghi al castello rimane un mistero irrisolto.

Se visiti il castello, potresti udire urla agghiaccianti che provengono dalle torri, grida di anime dannate che sembrano provenire da un’altra dimensione. Alcuni sostengono siano gli spiriti dei soldati caduti nelle numerose battaglie che insanguinarono queste terre, altri credono siano le vittime del Cavaliere Nero che ancora chiedono giustizia. Da brividi, eh?

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